Si chiamano “Sic” (social innovation citizen), hanno un’età compresa tra i 18 e i 30 anni, si incontrano sulla piattaforma sitizen.it e sono il capitale umano su cui il territorio deve puntare per realizzare progetti di innovazione sociale, in grado di valorizzare il genius loci, e per aprirsi a nuove forme di sperimentazione e contaminazione culturale. Sono i cittadini che l’Ang – Agenzia nazionale per i giovani (l’istituzione governativa impegnata in iniziative per educare e rendere i ragazzi protagonisti del cambiamento) e Italiacamp (l’associazione che opera nel campo dell’innovazione sociale per trasformare una buona idea in un risultato concreto) stanno facendo conoscere e cercando in tutta Italia attraverso un tour partito il 23 ottobre a Firenze e arrivato ieri a Matera. L’ex ospedale San Rocco ha infatti ospitato l’evento che ha visto la partecipazione di alcuni rappresentanti istituzionali, del mondo universitario e d’impresa, tra cui il vicesindaco Giovanni Schiuma, il presidente del Consiglio della Regione Basilicata Piero Lacorazza, l’amministratore di Sviluppo Basilicata Giampiero Maruggi, il prorettore dell’Unibas Michele Perniola, e di moltissimi giovani che hanno preso parte a tavoli di lavoro sui temi economia della cultura, valorizzazione territoriale e imprese creative.

Numerosi gli spunti emersi dai dibattiti tematici, ma tutti orientati verso nuove modalità e formule di valorizzazione del territorio, senza necessariamente creare qualcosa di nuovo ma rafforzando l’identità dell’esistente: si è parlato di laboratori permanenti e aperti in cui costruire “dal basso” delle proposte migliorative, condividere delle idee sostenibili e provare a rendere peculiarità quelli che sono punti di debolezza. È così che allora l’”impegnativo” transfer dall’aeroporto di Bari a Matera può diventare un’ora in cui scoprire, a bordo di un trenino monorotaia, i colori e i paesaggi lungo il percorso. Tema centrale anche quello dell’impresa creativa, ancora poco diffusa in Basilicata e che può invece diventare un elemento chiave per l’attrattività se si comincia a considerare la creatività non solo come elemento per fare impresa ma come nodo comune di strutture, come i fablab e gli spazi di co-working, in grado di portare innovazione sul territorio. Tutto questo però può funzionare solo se anche le scuole e l’università si aprono ai nuovi paradigmi dell’innovazione sociale, fornendo agli studenti strumenti formativi ma anche occasioni per raccogliere e portare fuori dalle aule le loro idee.

«Questa mattinata – ha detto Antonio De Napoli, presidente di Italiacamp, in chiusura dell’evento – è riuscita a portare in vita quelli che sono i valori della nostra associazione: passione, imprenditorialità intesa come come volontà ad intraprendere, sana ambizione, novità ovvero orientamento al nuovo e all’innovazione, e audacia nella sua accezione sociologica cioè come influenza sulla collettività con comportamenti innovativi e coraggiosi».

Durante l’evento sono stati inoltre premiati 3 Sic del Sud: Elisa Monsellato di Lecce, creatrice di Pugliamusei.it, la prima multi-piattaforma digitale che mette in “connessione” i musei di Puglia; Giuseppe Liuzzi, fondatore del fablab Syskrack a Grassano, e impegnato nello sviluppo di un “modello diffuso” di laboratorio sulla fabbricazione digitale, e Pietro Caramuta nel team della startup Solethen, con sede a Potenza, che ha realizzato “Pedro”, una piattaforma software in grado di supportare le attività di monitoraggio e pianificazione energetica.

Credits: versione integrale dell’articolo tratto da Il Quotidiano del Sud – edizione Basilicata dell’1/11/2015