Nel giorno più lungo dell’anno per i materani, quello del 2 luglio, la sveglia suona prima del solito. Sono le 5.30 del mattino, minuto in più o minuto in meno, e metti i piedi giù dal letto pensando: sarò anch’io tra la folla di gente che parteciperà alla Processione dei Pastori. Per alcuni è un rituale che si ripete ogni anno, per altri è la prima volta, pur essendo dei materani DOC, e, tra i motivi per non perdersi questa 626esima edizione, c’è che la processione si snoderà lungo le vie dei Sassi.

L’appuntamento con tutti i fedeli è alle 6.15 a piazza San Francesco d’Assisi, dopo la celebrazione della santa messa. Matera è già viva a quell’ora, come non mai: c’è tanta gente che a passo svelto si dirige verso la meta, per ammirare e seguire il “Quadro dei Pastori”, issato su un’asta tenuta dalla Confraternita dei Pastori. Arriva il “segnale”: i primi botti del 2 luglio sulla Murgia Timone e la processione prende avvio, come succedeva moltissimi anni fa, quando i pastori, prima di recarsi in campagna, onoravano all’alba la Madonna della Bruna. È un fiume in piena: bambini, ragazzi, adulti e anziani, chi con i volti assonnati, chi con grandi occhiali da sole per nascondere gli occhi ancora semichiusi e chi con un sorriso contagioso, sono pronti a vivere la prima e mattutina parte della festa. Ci sono momenti di preghiera, scanditi dalla voce di Don Vincenzo Di Lecce, parroco della Cattedrale, che inneggia alla Madonna con canti religiosi e con l’espressione “Evviva Maria!”. Altri più sonori e “goliardici”: ci sono le note, emesse dai tamburi e il flauto di una banda, che accompagnano la folla, ma anche l’effetto sorpresa dei fuochi pirotecnici, che fanno saltellare i più audaci, volutamente nelle vicinanze, e applaudire chi guarda da lontano. Quest’anno poi c’è stato anche chi ha deciso di immedesimarsi appieno nello spirito della processione: alcuni infatti indossano degli abiti da pastore e suonano la cupa cupa e canti popolari, non sempre collegati alla festa (O surdato ‘nnammurato?).

Si cammina velocemente tra le vie dei Sassi e, tra l’energia dei più giovani, che alzano il passo, e l’andatura moderata dei “più adulti”, quasi invidiosi dei sorpassi (“Dove correte? Volete farvi riprendere dalla televisione?”), la processione prosegue per le strade del centro: via Gattini, via Cererie, via Marconi, via Annunziatella, via xx settembre, celebrazione della messa nella chiesa di San Francesco da Paola e arrivo nella chiesa di San Francesco d’Assisi, dove tutto è iniziato.

Avete letto il breve racconto della Processione dei Pastori del 2015, descritta con gli occhi e le emozioni di chi, pur avendo radici materane e pur vivendo nella Città dei Sassi da quasi 30 anni, ha partecipato per la prima volta a questo solenne momento. È la mia storia, che spero convinca qualsiasi altro ragazzo materano, anzi lucano a parteciparvi il prossimo anno. E garantisco che basta dormire poche ore per essere svegli alle 5.30, perché sarete trascinati dall’entusiasmo di essere parte di quel fiume in piena.

Credits: articolo tratto da Il Quotidiano del Sud – edizione Basilicata del 3/07/2015.