A Bitonto, con il progetto CUP (acronimo di Centro Urbano Potenziato) di Living Labs, un’iniziativa della Regione Puglia volta a realizzare, attraverso le competenze delle piccole e medie imprese e un approccio partecipato degli abitanti, soluzioni tecnologiche innovative per la crescita economica, sociale e culturale dei territori, è stato sviluppato un nuovo concetto di “centro commerciale” che, da luogo chiuso e artificiale, diventa all’aperto e naturale. Se n’è parlato ieri, durante un workshop presso il polo umanistico in via San Rocco dell’Unibas di Matera, per coglierne affinità e favorire uno scambio reciproco di buone pratiche rispetto al percorso che ha portato la Città dei Sassi verso il titolo di Capitale europea della cultura 2019.

Il progetto CUP ha valorizzato, a partire dal 2012, un’area che include le vie dello shopping, una serie di attività commerciali e il borgo antico nel centro di Bitonto, animata da eventi che coinvolgono la cittadinanza e lungo cui poter ammirare le bellezze architettoniche del passato. Ogni esperienza è supportata e completata da un’app per smartphone che fornisce informazioni, in continuo aggiornamento, sui punti vendita, le iniziative in programma e che suggerisce all’utente possibili percorsi da seguire per pianificare la propria giornata. Si può inoltre usufruire di coupon elettronici per accedere alle offerte e, mediante le tecnologie di realtà aumentata, scoprire, grazie a immagini, video e testi, ulteriori dettagli sull’area e sul patrimonio artistico-culturale.

«Il Centro Commerciale Naturale di Bitonto – ha detto Vito Micunco, referente del progetto CUP – è il risultato di un’esigenza, espressa da Confesercenti Bari e dall’Amministrazione di Bitonto, diventata parte della community dei Living Labs. Dall’esigenza è nata la soluzione innovativa, grazie al supporto tecnico di tre aziende informatiche del barese e dell’Università degli studi di Bari, che ha curato una componente tecnologica: il sistema di “raccomandazione”, che permette di consigliare prodotti ed eventi agli utenti, sulla base del loro profilo e delle caratteristiche dell’offerta».

Lo spirito dei Living Labs è molto vicino – come ha anche sottolineato Paolo Verri, direttore della Fondazione Matera-Basilicata 2019, durante il workshop – a quello che ha permesso a Matera di diventare Capitale europea della cultura 2019 e che si è tradotto in un processo partito dal basso, condiviso da tutta la cittadinanza e in cui hanno avuto un ruolo centrale anche gli “open data” (dati aperti e consultabili on line, di carattere demografico ma anche relativi alle spese dell’amministrazione comunale sui servizi e le infrastrutture realizzati), che hanno visto in prima linea l’Università della Basilicata e il Politecnico di Bari. E il progetto CUP guarda proprio a questo approccio aperto e condiviso dei dati per possibili sviluppi futuri.

Certo è che l’esperienze pugliese e quella di Matera 2019 possono dirsi entrambe riuscite e potrebbero trasformarsi in un network di competenze e buone pratiche per valorizzare il territorio, attraverso una partecipazione sempre più attiva degli abitanti, culturali e non.

Credits: articolo tratto da Il Quotidiano del Sud – edizione Basilicata dell’1/07/2015.