A luglio 2012, al Cern di Ginevra, il fisico Guido Tonelli ufficializza l’esistenza del “bosone di Higgs”, detto anche “particella di Dio”: una sottile ragnatela immaginaria che occupa il cosmo differenziando il comportamento delle particelle e a cui è stato assegnato il Nobel per la Fisica nel 2013. Tonelli, assieme all’astronauta Paolo Nespoli (in videoconferenza) e il professore Giuseppe Lupo, studioso di Leonardo Sinisgalli, sono stati ospiti del programma RadioScienza di Radio3, trasmesso ieri a Matera, da Casa Cava, all’interno di Materadio 2016. Il tema affrontato era l’utopia della conoscenza: è possibile che le scoperte scientifiche siano guidate dall’utopia? E che un poeta come Leonardo Sinisgalli non abbia mai smesso di essere un amante della matematica? La risposta è sì.

«La ricerca – ha detto Guido Tonelli – è l’esplorazione di elementi inaspettati e nasce dalla domanda più antica del mondo: da dove viene questa meraviglia e che ruolo abbiamo rispetto ad essa? Solo con l’immaginazione si potrà costruire una visione diversa e fare una scoperta. Il bosone di Higgs – continua – è il risultato di uno sforzo di ricerca e immaginazione durato quasi 50 anni e ci ha permesso di dire che è una “cosa” immaginata e inconsistente, un’utopia quindi, a dare consistenza alla materia. Ma la nostra “utopia della conoscenza” – conclude – è molto più dinamica e meno drammatica di altre, perché è temporanea, limitata: è un cammino che passa per gli errori del passato, a cui le nuove generazioni possono guardare sorridendo, perché sono le uniche a poter portare qualcosa di migliore, grazie alla loro capacità di estrapolare dal presente qualcosa che potrà funzionare nel futuro».

L’esplorazione degli elementi che costituiscono l’Universo avviene anche da molto lontano, ovvero dalle stazioni aerospaziali. “Dall’alto i problemi sembrano più piccoli” è il titolo del libro scritto dall’astronauta Paolo Nespoli che, a quasi 60 anni, sta per compiere la sua terza missione, prevista il 27 aprile 2017.

Nel libro parla di come sulla terra si continui a far girare le cose solo rispetto a quello che vediamo, senza immaginare l’influenza nei posti più lontani. «Dallo spazio – ha detto Nespoli nel suo intervento – sei abbastanza lontano per vedere le macro interazioni su una semipalla che è la Terra e di cui perdi la completezza se ti avvicini con lo zoom, perché ogni dettaglio sarà più piccolo». E, a proposito di utopia, aggiunge «Quando vidi “Odissea nello spazio” di Stanley Kubrick, pensai che una stazione aerospaziale non sarebbe mai esistita e invece ci sono andato e sto per ritornarci. Le utopie di oggi sono la realtà del domani».

RadioScienza si è conclusa con l’intervento di Giuseppe Lupo, docente di letteratura italiana contemporanea alla Cattolica di Milano, grande studioso di Leonardo Sinisgalli: poeta di origini lucane (è nato a Montemurro – provincia di Potenza), è stato sempre ispirato dalla matematica, la sua passione, tanto da essere definito un poeta-ingegnere. «Sinisgalli – ha detto il prof Lupo – scrisse a Gianfranco Contini (ndr filologo e critico letterario) la formula matematica della poesia “a+b+j”, in cui “j” è l’esponente di immaginazione che dà l’inclinazione al verso della poesia. Fondò anche – continua Lupo – nel 1953 la rivista “Civiltà delle macchine” (ndr: una copertina è dedicata a Matera), partendo dalla convinzione che i letterati dovevano conoscere le macchine e visitare le fabbriche, cosa che fecero in molti, come Ungaretti, Quasimodo: scrissero di questa esperienza sulla rivista come dei bambini che vedono le giostre al Luna Park!»

Chi è Guido Tonelli

guido_tonelli

Guido Tonelli

65 anni, fisico del Cern di Ginevra e docente all’Università di Pisa, è stato in prima linea nella scoperta del “bosone di Higgs”, la famigerata “particella di Dio” invisibile ma che dà la massa alla materia. È autore del libro “La nascita imperfetta delle cose” (Rizzoli, 2016), in cui racconta la grande avventura della scoperta di questa particella: inizia con le intuizioni di Enrico Fermi, per poi arrivare agli studi di Robert Brout, François Englert e Peter Higgs che, nel 1964, individuarono il meccanismo che dà la massa a tutte le particelle. Gli studi proseguono al Cern di Ginevra dove, grazie a Guido Tonelli, è stata portata avanti una grande impresa scientifica e tecnologica, che ha richiesto più di dieci anni di lavoro e la collaborazione di migliaia di scienziati e tecnici da tutto il mondo. Un’impresa che ne ha provato l’esistenza, annunciata a luglio 2012, e che è valsa il Premio Nobel per la Fisica 2013, assegnato a Peter Higgs e Francois Englert.

Guido Tonelli crede nelle nuove generazioni e nella loro follia, che li spinge a cercare nuove spiegazioni a fenomeni e scoperte che sono state già spiegate e che loro hanno il potere di “smontare”.

Nell’intervento a Materadio, Tonelli, parlando del suo libro, ricorda l’esperienza con un gruppo di ragazzi disabili che vanno in visita al Cern: con loro parla di scoperte scientifiche, di come derivino dall’immaginazione e continua a sottolineare che quasi tutte le scoperte non si vedono, come è successo per il bosone di Higgs. Uno dei ragazzi, allora, gli chiede perché lui vede ogni giorno la Madonna e nessuno gli crede e Guido Tonelli svela, sorridendo, la risposta che gli ha dato e che non è scritta nel libro:”Perché non sei un professore!”

Credits: articolo tratto da Il Quotidiano del Sud – edizione Basilicata del 25/09/2016.