Quando Nicola Bisceglia mi ha chiamato sul cellulare, non sapevo con chi parlassi, semplicemente perchè non ci eravamo mai conosciuti prima, eppure quella voce allegra e con l’accento romano mi diceva, prima ancora di entrare nei dettagli della telefonata, che bolliva in pentola qualcosa che mi avrebbe catturato.

Se è la prima impressione quella conta, nel mio caso devo dire che è stata ampiamente confermata. Nicola è un filmmaker  di 30 anni e mi ha parlato di un’iniziativa singolare e che non deve assolutamente parlare inosservata: la Basilicata raccontata in un video documentario (e fin qui, direte, nulla di nuovo), ripercorrendola coast to coast (e allora, direte, torna solo alla carica il film di Papaleo) attraverso le interviste e i racconti di chi la vive, ci abita da una vita ed è un po’ avanti negli anni, e di chi ha deciso di tornarci per trovare un territorio fertile per le proprie idee (e adesso state pensando allo storytelling e che la cosa potrebbe essere interessante, vero?).

A tutto ciò si aggiunge un dettaglio, di non poco conto: il viaggio sarà fatto a piedi. Comincia domani 31 luglio, da Maratea, per proseguire ogni giorno, fino al 7 agosto, in un paese diverso della Basilicata, un paese il cui nome (forse) farà solo pensare a luoghi sperduti, dimenticati da Dio, eppure simbolo della storia lucana: Trecchina e Lauria, Castelsaraceno, Aliano, Craco, Tursi, Scanzano e Grassano. E il viaggio vorrà dare risposta a una domanda: Cristo si è fermato a Eboli, o no? Ovvero: la Basilicata è solo terra di tradizioni, culturali e non, o accoglie anche menti giovani, intraprendenti e visionarie che vogliono costruire un futuro anche partendo dalle tradizioni?

Chiunque si senta parte di questo viaggio, potrà contriburvi non solo seguendolo ma anche aderendo alla campagna di crowdfunding lanciata su Kickstarter con cui sarà finanziato il documentario.

L’idea è nata dalla community di Vox Populi Grassano, un gruppo di ragazzi, con età media di 20 anni, legati alla propria terra oltre che alla propria cittadina. Sono loro ad aver organizzato questa camminata, ispirati dal percorso del film “Basilicata coast to coast”, e con l’intento di farne un racconto audiovisivo con la regia, oltre che di Nicola, di Gerardo Schiavone, anche lui originario di Grassano. La camminata è metafora del “sacrificio, senso di collettività e raggiungimento di un traguardo passo dopo passo e credo possa essere il modo perfetto per raccontare i lucani e la Lucania”, ha spiegato Nicola in questa intervista sul documentario pubblicata su Il Lucano Magazine .

La Basilicata, dove convivono i sentimenti contrastanti di chi la abita, l’odi et amo di tutti coloro che intravedono una terra ricca di potenzialità ma ancora incastrata in delle logiche lente e contrastanti. Ma anche la sua voglia di riscossa, partendo proprio dalle testimonianze di chi ha deciso di darle un’opportunità e di vedere qui il proprio futuro.