Matera, in occasione della festa della Madonna della Bruna, si tinge di colori con le luminarie che attraversano le strade del centro e che, al momento dell’accensione, suscitano l’ammirazione o lo stupore dei passanti. E non c’è 2 luglio senza luminarie, senza carro trionfale e senza i palazzi di un quartiere che manifestano, in particolare, il coinvolgimento nella festa addobbando i balconi con decori e messaggi rivolti alla Madonna della Bruna: sono quelli del rione Piccianello, proprio nei pressi della chiesa di Maria SS. Annunziata, tra i quali vive Giuseppina Pizzilli, una signora di 68 anni e che da quasi 40 crea, per puro spirito di carità, questi addobbi.

Giuseppina, perché per lei vivere la festa della Bruna significa prendersi cura di questo quartiere? «La mia famiglia mi ha sempre trasmesso valori religiosi e ho vissuto la mia infanzia tra i conventi delle suore di Sant’Agostino e Sant’Anna, dove ho imparato a ricamare. Ricordo ancora quando sulla soglia di casa, tra i Sassi, pregavamo tutti assieme e, per accogliere la Madonna, riempivamo alcuni catini con acqua e petali di rosa. Dopo lo sfollamento nei Sassi, ho abitato a La Nera. Sono arrivata in questo palazzo a Piccianello quando mi sono sposata, nel 1970, e dopo la perdita di mia madre ho sentito un avvicinamento particolare a questo quartiere, alla parrocchia dell’Annunziata e soprattutto al “sì di Maria”, tanto da decidere di ricevere la consacrazione».

C’è un episodio particolare che l’ha portata a vivere con questa intensità il 2 luglio? «Sì. Era il 1981 – risponde Giuseppina con gli occhi lucidi – e sul pianerottolo di fronte abitava una signora sulla sedia a rotelle. Era da tempo che non usciva in occasione della Bruna ma quell’anno decisi di realizzare per lei un grande fiocco su cui dipinsi delle rose, in onore alla Madonna. Fu contentissima, talmente tanto da convincere la figlia a portarla fuori per vivere alcuni momenti della festa».

I decori che addobbano il palazzo e la facciata della chiesa dell’Annunziata hanno sempre lo stesso stile? «Ogni anno – risponde Giuseppina – cerco di realizzare qualcosa di nuovo, sperimentando materiali differenti e seguendo l’ispirazione artistica che è parte di me da quando ero ragazzina e sognavo di fare la stilista. Ogni volta è sempre una gioia constatare l’ammirazione e la stima della gente del quartiere per quello che faccio. Nelle scorse edizioni, abbiamo appeso dei drappeggi da un piano all’altro mentre quest’anno sono state realizzate delle rose rosse in carta e tessuto tnt. Cambia anche il messaggio scritto sugli striscioni che appendo fuori e quest’anno era:”Maria, nostra madre, benedici i nostri figli e dona a tutti il gusto di una vita nuova”. C’è solo un elemento – sottolinea la signora – che custodisco e ritorna negli addobbi di tutti gli anni: la stampa della Madonna della Bruna che riproduce il quadro in Cattedrale».

Tirando le somme, come si svolge solitamente il 2 luglio di Giuseppina? «Credo in gran parte come tutte le mamme materane e le signore più devote alla santa patrona: la mattina partecipo alla santa messa, poi sono indaffarata nei preparativi per il pranzo, per deliziare i miei 4 uomini di casa, marito e 3 figli, cercando di soddisfare i gusti di tutti. Nella tarda mattinata attendo nella chiesa dell’Annunziata l’arrivo dei cavalieri e della sacra immagine della Madonna e nel pomeriggio, prima che venga collocata sul carro, torno in chiesa per intonare i canti in onore della Bruna. Il 2 luglio – conclude Giuseppina – è una giornata senza dubbio particolare, anche per questa casa, dove è bello accogliere e chiacchierare con tutti coloro che hanno voglia di condividere lo spirito della festa».

Credits: articolo tratto da Il Quotidiano del Sud – edizione Basilicata del 3/07/2015.