L’e-commerce nel settore abbigliamento e accessori si afferma sempre più nelle abitudini di acquisto, anche in Italia: il consumatore-utente entra negli store (negozi) on line per fare shopping di capi firmati. Da questo trend in crescita, nasce l’idea di Monica Calicchio, una ragazza materana di 28 anni appassionata di moda, che punta tutto su tre concetti chiave: made in Italy, valorizzazione della filiera della moda italiana e personalizzazione. Tre concetti che, messi assieme, danno vita a Tailoritaly, startup innovativa costituita il 6 marzo 2015 e che offre una piattaforma web sui cui è possibile creare, secondo i propri gusti, e acquistare capi d’abbigliamento di qualità, prodotti in Italia e anche in Basilicata.

Cosa differenzia Tailoritaly da un e-commerce? «Tailoritaly – risponde Monica – è una sartoria on line, dove il desiderio del cliente è al centro del processo di acquisto: non è la moda a influenzare i gusti, ma il cliente a definire quale aspetto avrà l’articolo. In altri termini: l’utente su Tailoritaly, usando un software 3D molto semplice, può decidere i colori di un capo d’abbigliamento, la vestibilità, la forma e la lunghezza, ma anche altri dettagli. Una volta terminata la “creazione”, inizia la fase produttiva, che vede coinvolte alcune realtà manifatturiere tra Basilicata, Puglia e Toscana. Il prodotto viene recapitato tramite corriere a casa e avrà un’etichetta personalizzata con il nome del cliente ovvero del designer».

Tu sei l’ideatrice di questa piattaforma. Come si compone il resto del team? «Siamo una squadra di sei persone, dai 26 ai 28 anni, ed eravamo destinati ad incontrarci, anzi rincontrarci. Il mio percorso di studi e lavorativo – dice Monica – mi ha portato a Milano e anche all’estero, tra America, Australia e Germania, ma non ho mai perso i contatti con tre amici d’infanzia, incontrati in Basilicata: Giuseppe Giammetta, art director in Tailoritaly, Francesco Leone, project manager per le tecnologie informatiche, Vito Plasmati, web designer. Grazie a loro, sono entrati nel team anche Luca Vandro, di Caserta, che cura la parte tecnica, e Carla Barbati, di Tivoli, esperta di stile nei prodotti».

Qual è l’utente medio di Tailoritaly? «In una prima fase, che durerà circa un anno, ci rivolgeremo alle donne con un’età compresa tra i 27 e i 35 anni, che hanno familiarità con le tecnologie ma anche con i social network, su cui poter condividere le proprie creazioni, creando anche dei meccanismi di marketing virali. Successivamente guarderemo alla moda maschile, ma con una strategia differente e che stiamo definendo».

Il team c’è, la validità dell’idea pure, la piattaforma è on line. Quanto manca per il lancio della collezione e l’entrata nel mercato? «La produzione dei capi d’abbigliamento partirà questa estate, a settembre ci sarà il lancio e dopo 6 mesi inseriremo anche gli accessori. Il mercato a cui puntiamo è per il 70% estero, in paesi come Inghilterra, Irlanda, Germania dove il made in Italy ha una grande riconoscibilità, e per il 30 italiano. Nel frattempo siamo entrati a Milano nell’acceleratore di idee d’impresa di Tim, grazie al bando di Tim Working Capital, abbiamo intercettato investitori di Dubai, Cina, Svizzera, Italia e speriamo presto della Basilicata. Abbiamo aperto una sede operativa e legale anche a Matera, che vorrei diventasse il nodo centrale di tutte le attività di Tailoritaly».

Credits: articolo tratto dalla rubrica “SBAMsilicata – storie di ordinario ottimismo”, pubblicato su Il Quotidiano del Sud – edizione Basilicata del 19/06/2015.