Se pensate che per indossare degli occhiali made in Italy e dalla linea stilosa, dobbiate orientare la vostra scelta su rinomati brand nazionali, significa che non conoscete l’occhialeria “1955Italia”, nata nel 2013 nella zona industriale di Tito (provincia di Potenza). Se avete intenzione di conoscerla meglio, fate due chiacchiere con Pierpaolo Zampino: classe 1982, potentino, laurea triennale in Economia aziendale a Perugia e specialistica in Economia e Direzione delle imprese nel 2010 presso la LUISS a Roma. Da Agosto 2013 è il responsabile dello sviluppo commerciale di 1955Italia.

Potenza-Perugia-Roma ma con biglietto andata e ritorno. Perché sei tornato a casa? «Nel viaggio che mi allontanava da casa – risponde Pierpaolo – ho bazzicato per circa 7 mesi anche a Parma, dove ho lavorato presso la Chiesi Farmaceutici, ma non sono riuscito a trovare motivazioni più forti del mio attaccamento alla Basilicata per restare. Sono tornato, avendo fiducia nelle mie capacità e nelle opportunità che, forse per caso o forse a condizione di accettare molti sacrifici, questo territorio offre. E, in una giornata qualunque, sono entrato in contatto con uno degli attuali soci di 1955Italia ed è partita l’avventura. All’inizio passavo molto tempo nel reparto produzione, perché volevo rendermi conto di quello che accadeva, considerando che il settore degli occhiali era per me completamente nuovo, e per confrontarmi con gli addetti ai lavori».

Qual è il significato del brand 1955Italia? «Nel 1955 inizia la rivoluzione nei consumi e l’affermazione del design made in Italy. Il clima di quegli anni ha ispirato la nostra collezione di occhiali, dallo stile retrò ma anche contemporaneo nei materiali e nei colori, e adatta ad un target giovane. Ogni modello è prodotto in serie limitata, per garantire al cliente un occhiale esclusivo e che difficilmente vedrà sul viso di qualcun altro. 1955Italia – sottolinea Pierpaolo – richiama anche un metodo di lavoro prettamente artigianale e la massima attenzione alla ricercatezza e al dettaglio: gli occhiali sono confezionati in barattoli cilindrici di vetro e protetti all’interno da filamenti di legno e plastica che derivano dagli scarti di lavorazione».

A più di un anno dall’inizio di questa avventura, ritieni che le cose stiano andando nel verso giusto per l’azienda? «Direi di sì – dice Pierpalo. La prima uscita sul mercato è avvenuta a luglio 2014 e abbiamo raggiunto una produzione annuale di 12mila pezzi. I nostri occhiali sono in oltre 40 punti vendita del centro-sud Italia e stiamo chiudendo degli accordi anche con l’estero. Abbiamo acquistato una stampante e uno scanner 3D per una prototipazione più rapida dei nuovi modelli, così saremo anche artigiani digitali».

Pensi sia qui il tuo futuro? «Mi sto prendendo le mie rivincite, anche rispetto ai bei tempi del liceo, quando sono stato bocciato due volte – dice ridendo Pierpaolo. Sto bene qui ma voglio anche fare un investimento su me stesso per avere qualcosa di cui rivendicare la paternità. Perché io sono convinto che fare impresa al sud e in Basilicata è possibile: basta solo tanta tenacia».

Credits: articolo tratto dalla rubrica “SBAMsilicata – storie di ordinario ottimismo”, pubblicato su Il Quotidiano del Sud – edizione Basilicata del 24/02/2015.