Il 20 aprile è andato on line Onlymood, un portale di e-commerce, creato dalla web agency lucana Jetbit, ispirato a una filosofia ben precisa: vendere capi d’abbigliamento e gadget, realizzati con materiali di qualità e rigorosamente “made in Italy”, personalizzati con elementi grafici ricercati ed espressione di un modo spesso inusuale di vedere le cose.  La prima creazione commercializzata sul portale è stata una t-shirt dedicata alla festa della mamma. Apparentemente nulla di innovativo, perché, starete pensando, esistono da una vita magliette con frasi “I love mom” o con immagini che ritraggono la mamma o foto-famiglia. In questo caso, invece, è proprio la personalizzazione a fare la differenza: l’ha studiata Chiara Salvia, 28 anni, originaria di Picerno (Potenza) e con una grande passione per il design.

Sul fondo bianco della t-shirt risaltano tre mamme con affianco un bambino, tutti disegnati a colori e in modo stilizzato e, tra di loro, si incastrano delle parole – scritte con un carattere altrettanto stilizzato –  che assieme formano una delle frasi storiche dei “mammoni”: “La mamma è sempre la mamma”. La scelta grafica non è affatto casuale: «Dopo aver fatto una ricerca su internet – spiega Chiara – ed escludendo tutto quello che era stato già fatto per questo tipo di personalizzazione, sono arrivata alla soluzione: chi può far capire a una madre la sua importanza se non un bambino, con la semplicità delle sue parole e dei suoi disegni? E, in un periodo in cui il tema dell’integrazione razziale continua a essere oggetto di dibattito, perché non trasmettere anche il messaggio che si è mamme e si è figli, qualunque sia la razza a cui si appartenga? La risposta a queste domande si è trasformata in un progetto creativo che ha poi preso vita con la realizzazione della t-shirt».

Da dove nasce la tua passione per il design e una grafica “ricercata”? «A dire il vero non l’ho coltivata subito: mi sono diplomata al liceo scientifico e, per affinità di materie, o almeno così credevo, mi sono iscritta alla facoltà di Matematica, all’università della Basilicata a Potenza. Ma non era quella la mia strada e, dopo un anno, ho lasciato gli studi per frequentare l’accademia di belle arti prima a Bologna, per la laurea triennale e poi a Roma per la specialistica, traguardo che raggiungo nel 2015. Sentivo però il bisogno di acquisire maggiore dimestichezza con i programmi di progettazione grafica e così mi sono iscritta – tra l’altro il giorno prima di laurearmi – a un corso allo Ied di Roma».

E subito dopo sei rientrata in Basilicata, dove ti aspettavi di trovare il lavoro dei tuoi sogni? «Lo Ied ha un servizio di placement che mette in contatto gli alunni, al termine del corso, con le aziende interessate a specifici profili professionali. Ho fatto diversi colloqui ma nessuno andava a buon fine e così, nell’attesa di farne altri – e durante cui cresceva il senso di mancanza della Basilicata – sono tornata a casa. Ho iniziato a fare delle ricerche su agenzie di comunicazione locali e a inviare il mio curriculum e…  l’1 aprile di quest’anno ho iniziato a lavorare da Jetbit, a Potenza. Mi hanno parlato del loro progetto in cantiere sul portale Onlymood e, giorno dopo giorno, ho sentito di farne sempre più parte finché siamo andati on line con la t-shirt per la festa della mamma».

Sicuramente continui a ricevere offerte di lavoro dallo Ied: sei tentata di andar via dalla Basilicata? «Sì, ricevo ancora delle loro mail ma, ad essere sincera, sto davvero bene dove sono attualmente ed è lì che voglio rimanere per crescere professionalmente. Anche la Basilicata può darmi delle opportunità!»

Credits: articolo tratto da Il Quotidiano del Sud – edizione Basilicata (edizione digitale) del 3/05/2016.