Ogni città turistica ha dei luoghi da visitare, perché tramandati dalla storia, o in cui trascorrere del tempo perché, tramite passaparola o consultando portali e forum on line, non si può assolutamente evitare di gustare il caffè in “quel baretto” o di fare una passeggiata in una delle zone più “folkloristiche”, dove chiacchierare con gente del posto, ma magari poco note. Dal 2008 esiste una organizzazione internazionale “Use-it Europe” che mette insieme tutte queste informazioni attraverso mappe partecipate (la prima è stata realizzata nel 2005 a Ghent nel Belgio), create grazie al contributo ovvero ai consigli della cittadinanza locale e che vogliono indirizzare i turisti, in particolar modo i più giovani, lungo percorsi non convenzionali, alla scoperta di quei luoghi che vale la pena visitare e che, probabilmente, non saranno mai citati in un libro di storia. Il tutto è fruibile gratuitamente attraverso un’app, dei siti web di riferimento e delle mappe cartacee, distribuite nelle città.

Use-it ad oggi esiste in oltre 40 città europee, due soltanto al sud Italia, cioè a Bari e Palermo, e sta per sbarcare anche a Matera, grazie al coinvolgimento dell’associazione culturale “Il Vagabondo”, già da tempo impegnata in iniziative che facciano attecchire un turismo partecipato, ovvero in cui abbia un ruolo attivo anche la comunità locale. «In questi anni – dice Stefania Clemente, una dei componenti dell’associazione – abbiamo cercato di mappare la Basilicata individuando non solo luoghi da scoprire ma anche da far conoscere grazie alle storie e all’esperienza di chi li vive e di chi può farsi realmente portatore delle tradizioni. Use-it Matera rappresenta di sicuro una grande occasione per la città – continua Stefania – per aprirsi a tutti gli effetti al panorama europeo, superando banalmente anche alcune barriere linguistiche, visto che tutte le informazioni reperibili sugli strumenti messi a disposizione sono in inglese». Si parla di un target fatto principalmente da “viaggiatori giovani”, soprattutto per quello che è lo stile grafico e il tono di comunicazione di Use-it: gli slogan sono spesso ironici e provocatori (per esempio “Bruxelles è brutta ma ce la facciamo piacere”), le mappe sembrano più dei disegni che degli estratti cartografici e i consigli sui luoghi in cui andare (in gergo “tips”) sono spesso accompagnati dalle foto di chi li dà, quasi a voler dire: ci mettiamo la faccia e puoi fidarti di quel che scriviamo.

«I prossimi passi – dice Stefania – prevedono la definizione di una vera e propria progettualità, in cui coinvolgere dei partner che ci aiutino anche a sostenere i costi di realizzazione dei vari strumenti offerti da Use-it: dalla grafica, che vorremmo fosse affidata a degli artisti o designer locali, alla definizione, organizzazione e traduzione dei contenuti alla stampa delle mappe. Da un punto di vista strettamente operativo, partendo dal lavoro già fatto dalla nostra associazione e valorizzando quello del team “open data” del Comune di Matera, avvieremo presto dei tavoli di lavoro con la cittadinanza, per raccogliere le loro storie, i loro consigli e trasformarli in una prima bozza che credo si tradurrà in qualcosa di tangibile all’inizio del 2016».

La corsa verso il 2019 quindi è in atto, per una città sempre più europea, aperta, partecipata e fruibile.

Credits: articolo tratto da Il Quotidiano del Sud – edizione Basilicata del 27/08/2015. Foto: pagina Fb di USE-IT