Il 28 marzo 2015 è stata organizzata in tutto il mondo la giornata per celebrare Arduino, la piattaforma di prototipazione basata su componenti elettroniche (in gergo hardware) e programmi (software) “open source”, ovvero flessibili perché aperti ad integrazioni mediante semplici nozioni di programmazione. Arduino è quindi una sorta di microcontrollore che permette di sviluppare oggetti interattivi e di realizzarne i prototipi mediante la stampa 3D: una grande risorsa in un’epoca in cui si fa strada l’Internet delle cose, cioè degli oggetti che, interagendo con dispositivi e applicazioni, possono semplificare o migliorare la quotidianità. In tutto il mondo si è parlato di questa “piattaforma delle meraviglie”: da Boston a Malmo, da Bangalore a Budapest, da Torino a Matera dove la community dei makers di OpenLab ha organizzato l’Arduino Day, l’unico in Basilicata.

Entrare nell’OpenLab è come essere a casa, perché di casa si tratta e perché il clima e l’ambiente sono coinvolgenti: al piano di sotto si fanno delle chiacchierate su Arduino, su come installarlo, come funziona e ognuno racconta cosa è riuscito a farci. Per esempio, ci sono Donato D’Andrea e Gianleo Canestrino, due ragazzi di Lagopesole (in provincia di Potenza), uno esperto di programmazione e l’altro di elettronica, che, per provare e divertirsi con Arduino, stanno sviluppando un drone e hanno realizzato un braccio robotico, con controllo in remoto, azionabile semplicemente utilizzando l’indirizzo numerico (tecnicamente IP) a cui è collegato Arduino. Poi c’è Vito Di Lecce che, un po’ per pigrizia (e lo confessa!), un po’ perché crede che le soluzioni più semplici sono spesso quelli con maggiori possibilità di applicazione, sta realizzando un sistema automatico di apertura di una porta, in cui Arduino gestirà la parte di controllo tra il trasmettitore e il ricevitore del segnale; senza perdere di vista l’ecosostenibilità, dal momento che sono utilizzate solo parti elettroniche di stampanti in disuso.

All’Open Lab si scopre anche che Arduino può entrare nel mondo dei più piccoli, perché si integra con Scratch, un linguaggio di programmazione on line fatto per ragazzi di età compresa tra gli 8 e 16 anni e che permette di sviluppare, grazie ad un’interfaccia molto intuitiva, giochi, animazioni e racconti. Fare delle animazioni o creare delle azioni su Scratch diventa ancora più semplice, perché i tasti del pc sono sostituiti dai sensori di Arduino e allora basterà battere le mani per far camminare il proprio personaggio sul monitor. Un altro progetto molto interessante di cui si è parlato, in cui però Arduino viene superato da Raspberry, una sorta di mini computer implementato su una sola scheda elettronica, è il Sensorial Point, sviluppato dai due materani Pasquale Nicoletti e Milena Casamassima e Marc Schneider, originario della Borgogna ma materano di adozione. Si tratta di un sistema open source che consente ai disabili sensoriali – sordi, ciechi e ipovedenti – di ottenere informazioni sulle bellezze paesaggistiche attraverso una foto a rilievo tattile collegata anche a un monitor, in cui un interprete LIS spiega i dettagli.

L’Arduino Day è arrivato a Matera e, come è successo per la vittoria del titolo di Capitale Europea della Cultura 2019, è stata un’iniziativa e un successo partito dal basso e per volontà di una community di appassionati e “smanettoni”, che hanno aperto le porte di uno spazio in cui le parole chiave sono condivisione e digitalizzazione.

Credits: articolo tratto da Il Quotidiano del Sud – edizione Basilicata del 29/03/2015.