“A pancia piena si ragiona meglio” dice un noto detto popolare e, nel caso della famiglia D’Imperio, originaria di Lauria (Potenza), potremmo aggiungere che, oltre ad aver ragionato meglio seduti in sala da pranzo, hanno trovato una valida idea per un nuovo business: creare “La Compagnia del Cavatappi”, un’enoteca on line con vini del Sud Italia. Ce ne parla Maria Domenica D’Imperio, referente dell’azienda.

«Io e i miei fratelli Giuseppina e Francesco eravamo a tavola – dice Maria Domenica – e ci siamo ritrovati a chiacchierare sull’aumentato della richiesta di prodotti enogastronomici lucani da parte dei nostri conterranei residenti nel nord Italia». Ma come trasformare quella richiesta in input per una nuova attività imprenditoriale? «Dopo quel pranzo di famiglia – continua Maria Domenica – di cose ne sono cambiate e le idee non sono mancate: abbiamo chiuso la prima vendita su eBay il 6 febbraio 2004, subito dopo abbiamo realizzato un sito web per testare come e quanto il commercio elettronico fosse la strada da seguire e nel settembre 2006 è stato registrato il marchio La Compagnia del Cavatappi e siamo andati on line, per vendere vini del Mezzogiorno».

Adesso però sul sito ci sono vini prodotti in tutte le regioni d’Italia e non solo. «Su lacompagniadelcavatappi.com c’è una varietà d’offerta che spazia dai vini ai distillati, passando per il cioccolato e i prodotti tipici nazionali e la scelta di ampliare il mix di prodotto deriva in parte dalla volontà di aprirci a nuove sfide, di sperimentare; e in parte da lezioni apprese sul campo e soddisfazioni ottenute con lo sforzo di un team che poco ha in comune con gli startupper oggi tanto in voga, ma che ne conserva l’essenza continuando ad inseguire un sogno».

Mettiamo che io sia un viticoltore che produce un vino, a detta sua, di altissima qualità. Come faccio a venderlo sulla piattaforma? «Potenzialmente la piattaforma è aperta a tutti, purché dietro il proprio marchio ci sia genuinità, in termini umani e di prodotto. Un buon vino è tale – dice Maria Domenica – nel momento in cui, accanto alla rigidità di un disciplinare di produzione, c’è un codice etico che renda il commercio un’occasione di scambio non solo economico, ma anche culturale. Un produttore in grado di raccontare la storia della sua terra attraverso una bottiglia di vino deve semplicemente stabilire un contatto con un nostro agente».

Progetti per il futuro? «Fortunatamente non mancano mai nuove idee per lo sviluppo della nostra azienda, ma la crescita è un processo da razionalizzare a piccoli passi. Attualmente i nostri sforzi sono concentrati sulla realizzazione di una piattaforma che migliori sensibilmente l’esperienza d’acquisto dei nostri clienti, affinché sia uno dei nostri caratteri distintivi assieme alla capacità di ascolto del cliente. Il 2015 – conclude Maria Domenica – sarà l’anno di apertura ai mercati internazionali, tenendo conto delle peculiarità del commercio internazionale di alcolici».

Credits: articolo tratto dalla rubrica “SBAMsilicata – storie di ordinario ottimismo”, pubblicato su Il Quotidiano del Sud – edizione Basilicata del 16/11/2014.